mercoledì 18 gennaio 2012

La brina

E' da un po' che preferisco
andare a letto presto
ma la notte a volte sogno
e la notte a volte esco.


D'inverno si chiama brina, d'estate rugiada. Mia madre lo ripete da anni, da quando ero bambina. Ma nessuno in casa, si è mai preso la briga di andare a controllare. Forse per non scoprire che si sbaglia e darle un dispiacere; o forse per non scoprire che ha ragione e darle una soddisfazione. E visto che siamo in pieno inverno, questa mattina tutto era ricoperto di brina. Il freddo era pungente ed ogni cosa sembrava di cristallo. I rami spogli degli alberi, le foglie delle piante, i fili d'erba rinsecchiti erano avvolti in un sottile manto d'argento. Solo la mattina offre questi spettacoli straodinari. Cercavo di camminare in fretta per scaldarmi ed arrivare prima, ma senza accorgermene rallentavo sempre più ad ogni passo perché i raggi del sole facevano scintillare la natura di fronte a me e io rimanevo abbagliata. Sembrava di essere in un mondo incantato, lontano da tutto e da tutti, quasi non fossi in centro in città. Mi sento leggera, quasi non avessi niente da fare, quasi non avessi cose a cui pensare, quasi non ci fosse nessuno da cui tornare. E mi riempio di una gioia inattesa, una felicità insperata, un'allegria così desiderata che ho voglia di cantare e ho voglia di gridare al mondo che sono una persona fortunata. Perché basta vedere la brina la mattina che avvolge silenziosa la città, per alzare gli occhi al cielo e sentire finalmente il bisogno di dire grazie.

Da un po' di tempo vado
a letto sempre presto
ma la mattina quando è fresco
la mattina presto esco.

mercoledì 21 dicembre 2011

Una serata perfetta...o quasi

La cena è pronta...o quasi. Mancano solo dei ritocchi e qualcosa ancora da scaldare. Le luci di Natale che adornano il presepe sono accese; i tuoi fiori sul tavolo, bellissimi e profumatissimi che mi scaldano il cuore; le canzoni natalizie in sottofondo, delicate e soffici quasi come fiocchi di neve. Il fuoco è acceso, so che ti piace e appena sarai arrivato andrai di sicuro a sederti lì, guardando il mio piccolo presepe ed elencandone tutti i difetti. La tavola è quasi pronta, ho usato la tovaglia rossa, quella del pranzo di Natale; i tovaglioli di carta rossa comprati a Santa Lucia; due bicchieri, due piatti e l'attesa di vederti. I minuti passano, le nostre canzoni scorrono, il pane scricchiola sui carboni accesi. Ci sono tutti gli ingredienti che ci piacciono di più, i nostri ingredienti per un attimo di tranquillità, per essere soli, per una serata perfetta...o quasi. Forse ho cucinato male, forse non ho preparato abbastanza, forse c'è poco sale o magari ce n'è troppo. Potrebbero rientrare i miei da un momento all'altro o magari fanno tardi e abbiamo ancora tempo. Forse sono io che mi faccio troppi problemi. Arrivi nel freddo di una serata d'inverno, hai le mani ghiacciate e il naso freddo. Ma l'atmosfera è calda, i nostri cuori anche e rannicchiata nel tuo abbraccio penso che davvero la serata è perfetta...o quasi.

All I want for Christmas...is you.

martedì 15 novembre 2011

Briciole

Raccatto briciole. Da quando mi sveglio al mattino a quando i miei occhi si chiudono, ormai sempre a notte inoltrata, io raccatto briciole. Dieci minuti la mattina, dodici se sono fortunata. Briciole. Sono sempre la prima ad uscire dall'aula, più sono veloce più riesco a guadagnare minuti a pranzo. Briciole. Stai attenta, vigile, sempre pronta. Tieni d'occhio l'orologio, il cellulare sempre accanto. Non puoi farti scappare l'occasione, potrebbero esserci altre briciole in arrivo quando meno te le aspetti. Non ti addormentare, potresti non accorgertene. Un messaggio inaspettato, una mail insperata, la sua voce al tuo fianco quando cerchi di concentrarti per cantare bene. Briciole. La sua mano nella tua, le dita intrecciate nel buio della sera con il rumore della strada in sottofondo. Briciole. Sono avida di questi momenti, io sono una persona avida di briciole. Camminare ad un metro di distanza, sai c'è tanta gente, meglio evitare. Ancora briciole. Parlare ore e ore di cose che non capisci soltanto per poterti addormentare con la sua voce in testa. Briciole, solo briciole, nient'altro che briciole. E' così facile per me voler bene ad una persona, che mi chiedo perché sia tanto difficile voler bene a me.

mercoledì 2 novembre 2011

Basterebbe un caminetto

Guardo la fiamma leggera che corre verso l'alto, ascolto il legno di pino che scoppietta, sento il profumo della buccia del mandarino che brucia. Casa. D'inverno per me la casa è il camino e il fuoco sempre acceso. Sembra una cosa banale, eppure ritrovarsi seduti tutti intorno al caminetto fa fermare il tempo e mi porta in un mondo fatato. Adoro le pubblicità ( sì, lo confesso) e mi verrebbe da dire: dove c'è un camino, c'è casa. E forse mi ero illusa che sarebbe stato sufficiente un camino per farmi sentire bene in una casa non mia. Errore. Ho corso troppo. E' ancora presto, anche soltanto per immaginarlo. Ho ancora bisogno della mia, di casa e della mia, di famiglia. Sì, il fuoco scalda e riscalda. Ma non basta ancora per fare di me e di te, un noi. Siamo ancora soltanto io e te, te ed io. E' già tanto, in così poco tempo. E allora sai che ti dico? Prendo un bel mandarino con le foglie (che profumano di più quando bruciano), mi siedo accanto al cammino, mi scaldo le mani e aspetto. Ci sarà questo tempo anche per noi, un giorno.

venerdì 28 ottobre 2011

Dicono che è vero

Dicono che è vero che quando si muore poi non ci si vede più
dicono che è vero che ogni grande amore
naufraga la sera davanti alla tv
dicono che è vero che ad ogni speranza
corrisponde stessa quantità di delusione


Per una torta che non esce, non si fanno più torte? Ne ho appena infornata la seconda della giornata, dopo che una è finita nella spazzatura per quanto era bruciata. Per un amore che finisce male, non si deve amare più? E perché? Ogni amore è diverso, ognuno ha la sua storia, i suoi tempi, le sue speranze e le sue delusioni. Perché smettere di credere nell'amore solo perché uno non è stato in grado di credere all'impossibile? Io ci credo ancora, sono pronta a corciarmi le maniche e a portare fino in fondo questo amore. Non voglio essere ragionevole, razionale e matura. Non voglio ascoltare chi non crede in noi perché io invece ci credo eccome. Dicono che non mi porterà da nessuna parte, eppure sono già molto più lontana di qualche mese fa. Dicono che non è la persona giusta per me, eppure mi rende ogni giorno una persona migliore. Dicono che mi sono accontentata, eppure sono mesi che io non piango più. Dicono che avrei potuto avere di meglio, eppure il mio cuore dice che io il meglio ce l'ho già. Non voglio arrendermi ancor prima di iniziare perché adesso, nonostante le discussioni, i litigi, i problemi, per chi non l'avesse ancora capito, io sono felice. Ci sono sempre i rimpianti, non lo nego, il passato non si cancella, è sempre lì a ricordarci cosa è stato. Ma è arrivato il momento di chiudere un capitolo, anche se con amarezza, ed aprirne un altro con tutto l'entusiasmo che solo un vero amore può dare. 

dicono che è vero sì ma anche fosse vero non sarebbe giustificazione
per non farlo più, per non farlo più 
non c'è montagna più alta di quella che non scalerò
non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò

giovedì 20 ottobre 2011

Per tutte le donne

INADEGUATA

O troppo alta, o troppo bassa,
le dici magra, si sente grassa,
son tutte bionde, lei è corvina,
vanno le brune, diventa albina.
Troppo educata, piaccion volgari!
Troppo scosciata per le comari!
Sei troppo colta e preparata,
intelligente e qualificata,
il maschio è fragile, non lo umiliare,
se sei più brava non lo ostentare!
Sei solo bella ma non sai far niente,
guarda che oggi l'uomo è esigente,
l'aspetto fisico più non gli basta,
cita Alberoni e butta la pasta.
Troppi labbroni, non vanno più!
Troppo quel seno, buttalo giù!
Sbianca la pelle, che sia di luna!
Se non ti abbronzi, non sei nessuna!
L'estate prossima, con il cotone
tornan di moda i fianchi a pallone,
ma per l'inverno, la moda detta,
ci voglion forme da scolaretta.
Piedi piccini, occhi cangianti,
seni minuscoli, anzi giganti!
Alice assaggia, pilucca, tracanna,
prima è due metri poi è una spanna.
Alice pensa, poi si arrabbatta,
niente da fare, è sempre inadatta.
Alice morde, rosicchia, divora,
ma non si arrende, ci prova ancora.
Alice piange, trangugia, digiuna,
è tutte noi,
è se stessa,
è nessuna.


Per tutte le donne del mondo, che si sentono sempre e comunque inadeguate ma che nel loro essere piene di difetti, sono sempre così maledettamente perfette.

giovedì 6 ottobre 2011

Sognavo un amore stupido

Io sono un cartone animato vivente...per scelta. Ho deciso che tutte le volte che mi è possibile, voglio essere buffa, divertente, sciocca e voglio ridere. Ridere delle cose più semplici che possano esserci, ridere solo per il gusto di farlo. Perché altrimenti veniamo schiacciati dalle difficoltà e dalle cose tristi della vita. Non si può mica essere sempre seri, bisogna sapersi prendere in giro. Io sono felice di tutto quello che ho, di quest'amore gratuito che mi è stato concesso. Ho sempre desiderato un rapporto così, maturo, serio di quelli che la sera si fanno progetti, si pensa al futuro, si comincia a dar forma alla vita insieme che sarà come noi vogliamo che sia. Ma non nascondo che un po' sognavo un amore stupido, uno di quelli adolescenziali, imprudenti, totalmente con la testa tra le nuvole e i piedi sollevati da terra. Uno di quegli amori che non si preoccupano di niente e di nessuno, che non si giustificano, non perché non debbano farlo, ma perché non si rendono conto di doverlo fare. Uno di quegli amori da peluche e cuoricini, che ho sempre criticato e che mi hanno sempre dato il voltastomaco. Eppure non posso rinnegare il mio essere un cartone animato vivente e il mio vivere con un piede nella realtà e uno nella fantasia. Perché è in questo modo che ho imboccato la strada per staccare la mente dai problemi e dalle responsabilità ed essere davvero una persona felice. Non chiedo molto, soltanto di poter continuare a sognare...ancora per un pò.

Un buon waataaii a tutti!